Luigi G. Ramazio

Analista junghiano accreditato del C.G. Jung Institut di Zurigo, e membro dell'International Association for Analytical Psychology (IAAP). Sedute a Barcellona, Lussemburgo e online — in italiano, spagnolo, inglese o francese.

"In ognuno di noi c'è un altro che non conosciamo. Egli ci parla attraverso i sogni e ci mostra quanto siamo diversi dall'immagine che abbiamo di noi stessi."


C. G. Jung (Opere, vol. 10, par. 325)

Analisi junghiana, coaching psicoanalitico junghiano e counseling

Aiuto persone e coppie a comprendere gli schemi che si ripetono nella loro vita, a scoprire nuove possibilità oltre le reazioni automatiche adattative e a vivere con maggiore consapevolezza e libertà. 

Lussemburgo - Barcellona - Online

Italiano - Inglese - Spagnolo - Francese

Spirale sinistrorsa creata spontaneamente nella sabbia da un cliente. Nella psicologia junghiana, la spirale simboleggia il processo di sviluppo interiore: torniamo più volte agli stessi luoghi interiori, ma ogni volta con maggiore consapevolezza e profondità.

IL MIO APPROCCIO

Siamo esseri pieni di emozioni, di contraddizioni e talvolta in conflitto con noi stessi; certo siamo “complessi”, ma non «complicati». E sicuramente non siamo “problemi” da risolvere. Siamo paradossi da vivere, accettare e, quando possibile, integrare.

Questo è il punto di partenza del mio approccio alla psicoanalisi e alla terapia junghiana.

Invece di cercare di eliminare tutto ciò che ci turba, possiamo imparare ad ascoltarlo, a comprendere ciò che ci rivela e a scoprire nuove possibilità di vivere.

Se desideri conoscere meglio la mia storia e il percorso che mi ha portato fin qui, puoi trovare il mio profilo nella sezione «Chi siamo».

COME INTENDO L’ANALISI JUNGHIANA E QUAL È IL SUO OBIETTIVO

A volte sentiamo che qualcosa non funziona più come prima. Possiamo sentirci bloccati, insicuri, depressi,  ansiosi o in disaccordo con noi stessi. Può capitare di ritrovarci a ripetere gli stessi schemi in relazioni diverse, oppure di reagire con un’intensità eccessiva, maggiore di quella che vorremmo. Altre volte, apparentemente non c’è nulla che non vada, eppure avvertiamo che manca qualcosa o che la vita ci sta chiedendo qualcosa di diverso.

Queste esperienze possono invitarci a prestare attenzione ad aspetti di noi stessi che rimangono al di fuori della nostra consapevolezza: ciò che Jung chiamava l’Inconscio.

L’analisi junghiana parte generalmente dall’esperienza vissuta: da ciò che sentiamo, dal modo in cui ci relazioniamo agli altri, dalle scelte che facciamo e dalle domande che ci inquietano. Invece di giudicare le nostre emozioni o cercare di eliminarle, cominciamo ad ascoltarle e a esplorare ciò che potrebbero comunicarci. Esploriamo così ciò che Jung chiamava “Persona”.

Jung utilizzava il termine complessi per descrivere configurazioni psichiche cariche di emozioni, capaci di influenzare i nostri sentimenti, pensieri e comportamenti senza che ne siamo pienamente consapevoli. Non si tratta semplicemente di «problemi» da eliminare. Riconoscendo questi schemi, possiamo iniziare a comprendere perché certe situazioni ci toccano così profondamente e perché, a volte, reagiamo in modi che sembrano contraddire le nostre intenzioni consapevoli. I complessi possono anche diventare fonti di comprensione, energia e trasformazione.

Gradualmente, l’analisi ci invita a incontrare gli aspetti di noi stessi che facciamo fatica a riconoscere o ad accettare: ciò che Jung chiamava Ombra. Possono essere sentimenti scomodi, ma anche qualità, desideri e possibilità che non ci siamo concessi di sviluppare.

SOGNI, IMMAGINI INTERIORI E CORPO

L’inconscio non si esprime principalmente attraverso concetti e spiegazioni; spesso si manifesta attraverso immagini e simboli. I sogni sono una delle sue forme di espressione più dirette. Li esploriamo insieme, senza affrettarci a imporre loro un significato, lasciando che il loro senso emerga gradualmente nel tempo.

Quando troviamo difficile ricordare i sogni (soprattutto all’inizio dell’analisi), altre forme di espressione possono aiutarci ad aprire un dialogo con l’inconscio: il disegno, il lavoro con la sabbia, le carte proiettive, l’immaginazione attiva, il movimento e l’attenzione al corpo.

Il corpo è importante. A seconda della persona e del percorso, ricorro anche al movimento autentico e ad approcci bioenergetici. Come diceva Jung: «Spesso le mani risolvono un mistero con cui l’intelletto ha lottato invano».

Gradualmente, possiamo imparare a riconoscere e sostenere meglio le tensioni che vivono dentro di noi, ad accogliere sentimenti apparentemente opposti e a rispondere alla vita con maggiore consapevolezza, anziché lasciarci guidare inconsapevolmente da schemi familiari.

In termini junghiani, questo fa parte del processo di individuazione: il percorso che dura tutta la vita attraverso il quale diventiamo sempre più pienamente noi stessi, sviluppando una relazione più profonda tra coscienza e inconscio.

A mio avviso, l’obiettivo dell’analisi non è la perfezione. È una maggiore consapevolezza, una più ampia libertà interiore, più significato e più responsabilità.

CHI SI RIVOLGE ALL'ANALISI JUNGHIANA?

Non esiste un unico tipo di persona che si rivolge all’analisi. Alcune persone arrivano in un momento di crisi; altre cercano sollievo da una sofferenza emotiva. Altre ancora sentono semplicemente che la vita pone loro una domanda più profonda, oppure desiderano comprendere meglio se stesse e le proprie relazioni.

Persone

Potresti attraversare un periodo di ansia, scoraggiamento, depressione, incertezza o un momento di transizione importante della vita. Forse riconosci schemi ricorrenti nelle tue relazioni, ti senti sopraffatto dalle emozioni o ti ritrovi diviso tra desideri e aspettative differenti.

Potresti anche stare bene in molti ambiti della tua vita e, allo stesso tempo, sentire che manca qualcosa di importante o che ci sono aspetti di te ancora inesplorati. Forse si tratta di una questione di significato, in un mondo in cui trovarlo sembra diventare sempre più difficile.

L’analisi offre uno spazio in cui riflettere su queste esperienze, comprendere ciò che si cela dietro di esse e scoprire nuovi modi di entrare in relazione con te stesso e con il mondo che ti circonda.

Coppie (comprende Counseling di coppia a orientamento junghiano)

Le coppie si rivolgono all’analisi junghiana quando la relazione è arrivata a un punto morto, quando il desiderio si è affievolito o quando occorre rinegoziare l’equilibrio tra vicinanza e libertà individuale. Anche una perdita significativa può portare una coppia a intraprendere un percorso analitico.

A volte, il patto implicito che tiene unita la coppia ha bisogno di diventare consapevole e di trasformarsi, soprattutto in concomitanza con cambiamenti importanti, come la nascita di un figlio.

In altri momenti, nuovi bisogni o domande sull’intimità e sulla propria sessualità richiedono una diversa comprensione della relazione. 

Talvolta, si tratta semplicemente di trovare uno spazio in cui parlare di questioni importanti, come l’equilibrio tra lavoro, famiglia e aspirazioni individuali (counseling di coppia a orientamento junghiano).

Il lavoro non consiste nello stabilire chi ha ragione. Si tratta di diventare più consapevoli delle dinamiche emotive che agiscono nella relazione, assumersi ciascuno la responsabilità della propria parte e trovare modi per convivere con i conflitti e le differenze, anziché limitarsi a evitarli.

L’obiettivo è aiutare le coppie a superare il punto morto e a scoprire nuovi modi di stare in relazione, rispettando sia il legame sia l’individualità e lo sviluppo di ciascun partner.

Manager e persone con ruoli di responsabilità (Coaching psicoanalitico a orientamento junghiano)

Le responsabilità professionali possono comportare pressioni specifiche: decisioni difficili, ruoli impegnativi, relazioni complesse, transizioni e l’aspettativa di essere sempre all’altezza.

La mia precedente esperienza nella gestione internazionale e nella leadership istituzionale mi permette di comprendere quanto facilmente le esigenze professionali possano mettere in secondo piano i bisogni personali e le domande sul significato di ció che facciamo.

Il coaching psicoanalitico a orientamento junghiano offre uno spazio lontano dalla pressione della prestazione, in cui puoi riflettere sulle tue reazioni abituali, sulle motivazioni più profonde e sul rapporto tra il tuo ruolo professionale e la tua vita nel suo insieme.

Persone creative e persone che esplorano esperienze interiori intense

La creatività può metterci in contatto diretto con l’inconscio. L’analisi junghiana offre uno spazio in cui esplorare gli impulsi, i conflitti, le immagini e i simboli che emergono nel processo creativo, spontaneamente o in seguito a esperienze particolari, comprese le esperienze psichedeliche eventualmente fatte in altro contesto, per integrarli nella propria personalità.

Prestando attenzione a queste immagini interiori e alle tensioni che racchiudono, possiamo approfondire la comprensione sia del nostro lavoro creativo sia della nostra vita interiore.

LINGUE DI ANALISI

Le sedute sono disponibili in: italiano, inglese, francese e spagnolo.

COME POSSIAMO LAVORARE INSIEME

Offro analisi junghiana, coaching psicoanalitico a orientamento junghiano e counseling, a seconda della situazione, dei bisogni e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Possiamo valutare insieme quale approccio sia più adatto e che cosa desideri esplorare.

Le sedute sono generalmente settimanali e durano circa 50 minuti. Si svolgono in inglese, italiano, spagnolo e francese, in presenza a Barcellona e in Lussemburgo, oppure online.

L’analisi junghiana non consiste nel diventare qualcun altro. Si tratta di diventare più consapevoli di chi siamo — comprese le parti di noi che preferiremmo non vedere — e di trovare modi per vivere con maggiore libertà, responsabilità e significato.

Se qualcosa di queste pagine risuona dentro di te, puoi contattarmi per concordare un primo colloquio.